lunedì, 09 gennaio 2006

Capita che il primo giorno di ritorno alla normale routine dopo le festività natalizie ripiombi nel traffico caotico della metropoli tentacolare; capita di vedere automobilisti che ti salterebbero alla giugulare per guadagnare una precedenza all'incrocio; capita che fissi il calendario sulla scrivania e ti rendi conto che mancano più di tre mesi al prossimo ponte festivo... Capita di incrociare lo sguardo di una bimbetta bionda attraverso il lunotto posteriore dell'auto di papà che scalpita in attesa di bruciare il semaforo verde. Capita di incontrarla ancora al semaforo successivo che ti saluta con la manina recitando probabilmente la più recente delle filastrocche natalizie. Capita di immaginare che invece si stia domandando chi sono quei pazzi che si agitano ansiosi attorno a lei e quale sia lo scopo di quel gioco che li sta impegnando allo spasimo...

Già, quale scopo, ammesso che ce ne sia uno?

E voi, che scusa avete per agitarvi tanto?

Meditate gente, meditate.

postato da: eamax71 alle ore 23:15 | Permalink | commenti (6)
Commenti
#1    10 Gennaio 2006 - 10:46
 
Già...capita di correre tutto il giorno come dei forsennati contro il tempo...e capita di ritrovarsi alla fine della giornata senza ricordarsi neanche cosa si è fatto oggi!
Magari, invece di fara fare fare, si potrebbe provare ad ESSERE!
Cam
utente anonimo

#2    10 Gennaio 2006 - 11:14
 
Fare, essere. Rimane sempre il problema di spiegare la vita alla bimbetta bionda.
utente anonimo

#3    10 Gennaio 2006 - 14:14
 
purtroppo, per quanto le si possa spiegare, la bimbetta bionda dovrà farsi le ossa da sola, fallendo e fatigando ma anche amando e ricevendo. Potremo solo evitare che sbatta troppo forte contro gli spigoli, mentre alla ricerca della propria strada.
Baci sil, baci vic.
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#4    11 Gennaio 2006 - 12:46
 
Intuizioni, fini percezioni, sensibilità emotiva, sensazioni vanno poco di moda e vengono considerati talenti di poco valore, ma abbinati alla volontà e alla mente sono potenti strumenti di realizzazione, interiore ed esteriore.

Dentro ogni individuo si combatte spesso una battaglia tra i pensieri considerati logici e razionali (quindi vestiti di un alone di legittimità, oggettività e correttezza) e i pensieri considerati emotivi (quindi illogici e adornati di un alone di parzialità, soggettività, irregolarità).

Sotto queste modalità relazionali si nasconde l'errata convinzione - più o meno consapevole - che la felicità dell'individuo viene offerta dai beni materiali.
La felicità è invece legata ad eventi completamente diversi. Essa è legata alla soddisfazione nelle relazioni intime con il partner, con i familiari e con i figli, con una rete di amicizie, è legata alla capacità di affrontare e superare gli eventi difficili della propria vita emotiva e professionale, alla capacità di godere delle proprie conquiste, delle proprie realizzazione e alla capacità di fare il meglio con ciò che la vita ha messo a disposizione.
Meditate gente, meditate.
utente anonimo

#5    11 Gennaio 2006 - 13:27
 
Tutto molto bello!
Ma poi c'è la quotidianità...e il problema diventa sopravvivere senza farsi schiacciare dal vortice risucchiante!
utente anonimo

#6    11 Gennaio 2006 - 15:02
 
ecco le due anime del creato che perpetuano il loro antico scontro! Ratio o sentimento? Ragione o cuore? Logica o intuito? Quant'è difficile quest'equilibrio, perchè è di questo che si tatta, nevvero? Ottenere il giusto mix per cogliere il succo ultimo dell'esistenza. Carpe diem.
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